Io sono di Borgaro: intervista a B.L. – parte II (video)

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C’erano delle tradizioni che son durate fino ad oggi?

Più che altro sono tradizioni alimentari: la polenta, la pasta con le sarde il giorno della Vigilia, ma apprezzavamo anche la cucina locale (tra cui gli agnolotti).

Come ci si spostava a Borgaro?

Ci si spostava in bicicletta o in treno, mentre le macchine erano pochissime. In quegli anni incominciavano a circolare anche le moto, come il “gilerino”.

Come si trascorreva il tempo libero a Borgaro?

La Parrocchia di Via Perotti aveva una sala e facevano vedere un film a settimana. C’era anche un gruppo di giovani che organizzava recite teatrali in dialetto. “Mare granda” era uno di questi  ed è stato riproposto di recente.
C’era il Corpus Domini i primi di giugno e si faceva una grande processione a cui partecipavano le donne che si erano sposate l’anno prima vestite da sposa e le bambine che avevano fatto la Prima Comunione.
Poi c’era la Festa Patronale a settembre ed era d’obbligo preparare le pesche con gli amaretti e la cioccolata e gli agnolotti. Anche qui c’era la processione da Via Santi Cosma e Damiano, fino alla Chiesa.
C’era anche il CRAL, sigla di sindacati, in via Torino che aveva un bar con una sala da ballo dove si andava il sabato sera.

Si ricorda di qualche industria degli anni ’60-’70?

Ricordo che c’erano: Calabrese, che faceva camion in Via Lanzo, dopo la concessionaria; Elfin di fronte alla ex Irci andando verso Strada del Francese; la Rumianca e la Macchiorlatti.

Cosa sa dirci sui flussi migratori?

Ha avuto problemi col dialetto?

Non ho avuto problemi perché apprendevo facilmente il dialetto locale e lo parlavo in casa, mettendo in difficoltà i miei.

Si è mai candidato?

No, non mi sono mai candidato.

Quali partiti c’erano?

C’erano i partiti PCI e PSI e DC.

Faceva parte di associazioni?

Io faccio parte del SEA (Servizio Emergenza Anziani) da vent’anni e ho partecipato alle riunioni sin dall’inizio della sua fondazione.

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