Io sono di Borgaro: intervista a B.M.

Quando è nato e dove?

Sono nato a Rivoli nel 1929. Eravamo dieci fratelli di cui uno, Domenico, morto a 18 anni nel novembre del 1944 a Robassomero. Faceva parte della 19esima Garibaldina con Rolandino, nelle Valli di Lanzo. Morì in un’imboscata perché era un partigiano.

Quando è arrivato a Borgaro?

Vivo a Borgaro dagli anni ’40.

Ha lavorato a Borgaro?

Ho lavorato nella Conceria per circa 5 anni fino al 1953.

Concerie di Borgaro

Come ricorda Borgaro? Cosa ricorda della “città satellite”?

Le case sono state costruite negli anni ’70.
Nel 1961 è stato presentato il primo progetto per la città satellite, volevano far diventare Borgaro una città con 80.000 abitanti. Erano coinvolti il banchiere Michele Sindona, il cardinale Montini, il banchiere Calvi, l’ arcivescovo Marcinkus e il Gruppo Acqua Marcia. Per questo avevano acquistato 3 milioni e 200mila ettari tra Cascina Santa Cristina e Settimo, che oggi sono terreni della Regione. Qui volevano costruire case e negozi, senza costruire servizi (come le scuole) e fornendo al Comune un solo ufficio per l’anagrafe.
A quel tempo Defassi era sindaco e io era vicesindaco: Defassi era a favore del progetto e non si presentò al Consiglio per approvarlo per evitare di votare a sfavore, mentre io ero assolutamente contrario.
Tra l’altro Defassi era Sindaco dal ’21; era stato esiliato in Sardegna ed è tornato dopo 15 anni. Venne rieletto nel 1945 fino al 1968, anno in cui è morto.
Anche l’ACLI ha partecipato alla battaglia contro la città satellite.

Si ricorda di qualche industria degli anni ’60-’70?

A Borgaro intorno agli anni ’40-’50 le industrie principali erano:

  • la Scamosceria;
  • la Viset (diventata poi Rumianca negli anni ’60) che produceva saponi e profumi. Inizialmente vi lavoravano donne e solo qualche uomo;
  • la Conceria che è cresciuta dopo il ’45 arrivando a mille operai. Ha chiuso nei primi anni ’70.
  • la Cirio, nata intorno agli anni ’20, con sede a Torino in cui aveva un negozio che vendeva strumenti per la coltivazione, tra cui le sementi (cetrioli e fagioli). La famiglia Balagna è arrivata dopo ed è rimasta fino agli anni ’80;
  • la Macchiorlati, la fonderia che produceva i binari delle ferrovie, nata negli anni ’60 e rimasta fino agli anni ’90. Era situata dove ora c’è il Parco Don Banche;
  • la Ferriera di Borgaro, altra fonderia situata in Strada del Francese;
  • la Naugatuck, nata negli anni ’60, che produceva prodotti sintetici.

La zona industriale si è sviluppata negli anni ’60, erano più che altro fabbriche metalmeccaniche.

Cosa sa dirci sui flussi immigratori?

Ricordo che a seguito dell’alluvione in Veneto vennero qui diversi immigrati nei primi anni ’50.

Si è mai candidato?

Sì, mi sono candidato. Facevo parte del Partito Comunista e sono stato vicesindaco e consigliere negli anni ’60.

Quali partiti c’erano?

Il partito più grosso era il PCI (il Partito Comunista) di cui ho fatto parte fino agli anni ‘90. Aveva circa 170 iscritti su 1800 abitanti. C’era anche l’ADC e l’UDI (Unione Donne Italiane).
La vita politica e sociale si svolgeva tra la Cooperativa e il ristorante, tra Via Costituente e via Roma.

Faceva parte di associazioni?

Sì, sono stato Presidente della Proloco per 15 anni e tutt’ora sono Presidente dell’Associazione Pensionati e coordinatore dell’ANPI. La Proloco è stata la prima associazione di Borgaro ed è nata intorno al 1978. Molte associazioni sono nate intorno al 1980.

15 novembre 2016
B.M.