Io sono di Borgaro: intervista a C.D.

Quando è nato e dove?

Sono nato il 22 agosto 1947 a Carlantino, in provincia di Foggia.

Quando è arrivato a Borgaro?

Sono arrivato prima a Torino nel 1968, poi sono venuto a Borgaro nel 1975 e c’erano circa 3000 abitanti.

Ha lavorato a Borgaro?

No, io lavoravo a Torino.

Come ricorda Borgaro? Cosa ricorda della “città satellite”?

Ricordo che le case finivano in Via Ciriè, angolo via Norvegia. Via Ciriè era in costruzione e il resto lo hanno costruito dopo il ’75. Sempre nel 1975 Cascina Nuova era ancora una cascina. La Chiesa è stata costruita dopo il 1980.
C’era un asilo nido accanto al mulino, ma non poteva ospitare tutti i bambini: alcuni genitori (anche se pochi) portavano i bambini al nido di Caselle che aveva tanto posto ma pochi bambini. A Borgaro c’erano pochi servizi.
Della “città satellite” ricordo che fu la Giunta di Sola (Claudio Sola era il sindaco di Borgaro eletto nel 1975) a bloccare tutto. Via Italia, da progetto, doveva diventare una strada molto ampia a quattro corsie, con palazzi di sei piani. Quando il progetto non è passato, hanno ridotto Via Italia a due corsie con un controviale.

Come ci si spostava a Borgaro?

C’erano il treno, il pullman dell’aeroporto e ci si muoveva in macchina. La navetta è stata messa dopo. Molti si spostavano anche in bici per il paese.

Come si trascorreva il tempo libero a Borgaro?

C’era un salone in Cascina, dove ora c’è il centro musicale, che veniva usato dai giovani per ritrovarsi.
Per me è stata dura venire qua, perché sono arrivato a 21 anni (dopo il militare) e non conoscevo nessuno. Invece al mio paese avevo gli amici con cui passare il tempo, si andava anche a ballare nelle sale da ballo.

Cartolina di Borgaro durante la Festa dei Santi Cosma e Damiano

Si ricorda di qualche industria degli anni ’60-’70?

C’era la Rumianca, la Conceria non c’era già più. C’era la Simbi che faceva utensili pneumatici.

Cosa sa dirci sui flussi migratori?

Nel 1975 c’era ancora il flusso migratorio e arrivavano da tutte le parti. Ci si integrava abbastanza bene.

Ha avuto problemi col dialetto?

Il dialetto è stato un problema in paese, a Torino no. Quando lavoravo all’Enel parlavano tutti il piemontese e facevo fatica a capire.

Quali partiti c’erano?

C’era il partito comunista che andava per la maggiore, Borgaro è sempre stata rossa.

22 giugno 2017
C.D.