Io sono di Borgaro: intervista a M.G.

Quando è nato e dove?

Sono nato il 21 febbraio 1941 a Borgaro, in casa mia.

Ha frequentato le scuole a Borgaro?

Sì, ho frequentato la scuola elementare nel Palazzo Comunale, in cui c’era una sezione per classe.
Borgaro non aveva le scuole medie, per cui si andava a Torino. Io successivamente ho frequentato l’avviamento professionale tipo industriale a Venaria. Dopo l’avviamento, ho seguito per 4 anni la scuola da perito industriale la domenica, mentre in settimana lavoravo.
All’età di 21 anni sono partito per il servizio militare a Bassano del Grappa, per ben 15 mesi.

Ha lavorato a Borgaro?

A Borgaro ho lavorato solo come apprendista dai 14 ai 15 anni.

Come si giocava a Borgaro?

Si andava all’oratorio, si giocava a pallone e si andava al cinema parrocchiale. Si facevano delle scampagnate in bicicletta e c’era anche il campetto.

Come ricorda Borgaro? Cosa ricorda della “città satellite”?

Era un paesino di contadini, dove i signori avevano le cascine. Negli anni ’60 hanno cominciato a costruire i palazzoni. Il Sindaco Defassi aveva curato la ricostruzione di Borgaro dopo la guerra e aveva ottenuto anche dei soldi per la scuola elementare che è stata inaugurata dopo la sua morte. Hanno anche fatto un Piano Regolatore in quegli anni.

C’erano delle tradizioni che son durate fino ad oggi?

Ruotava tutto intorno alla Chiesa, al parroco e alla sala parrocchiale, dove tra l’altro facevano il cinema.

Come ci si spostava a Borgaro?

C’era il treno che non era molto comodo, infatti anche i miei figli pagavano l’abbonamento per andare a scuola, ma poi facevano sempre l’autostop.

Panorama di Borgaro – Grazie a Lionetto Foto

Come si trascorreva il tempo libero a Borgaro?

Come già detto c’era il cinema parrocchiale, poi dal ’60 si poteva andare al cinema a Caselle. C’era anche il CRAL (dove ora c’è il mobilificio Barberis), una cooperativa per il divertimento nata con Aldo Torazza, dove ci si faceva la tessera e aveva un bar. C’era anche la Festa Patronale a settembre.

Si ricorda di qualche industria degli anni ’60-’70?

C’erano: le Concerie, la Viset, la Rumianca, i Balagna, la Vigel, la Macchiorlatti. La zona industriale di Via Liguria è stata una delle prime lottizzazioni.

Cosa sa dirci sui flussi migratori?

I primi flussi erano di veneti, venuti qui per lavorare alla Snia Viscosa vicino Stura, e poi alla Fiat. Successivamente sono arrivate molte persone anche dal sud.

Si è mai candidato?

No, non mi sono mai candidato. Solo una volta ho preso la tessera della DC.

Quali partiti c’erano?

C’erano il partito comunista, il partito democristiano, il partito repubblicano e infine quello socialista.
Io mi interessavo alle ACLI perché aiutavano i lavoratori a sbrigare le pratiche.

Faceva parte di associazioni?

C’erano poche associazioni, anche qui ruotava tutto intorno alla Parrocchia.
Ricordo che nel 1990 hanno fatto il Telesoccorso, nato dall’intuizione della Proloco e della Croce Verde: hanno fatto una raccolta fondi per comprare questi apparecchi che venivano dati in gestione. Oggi abbiamo 25 apparecchi in comodato d’uso così che la gente non spende niente e vengono installati in casa di chi ne ha bisogno.
Poi c’erano gli Alpini, la Proloco e il SEA nato nel 1997.

19 luglio 2017
M.G.