I ragazzi raccontano: Visita alla struttura “Casa Mia”

Siamo la classe 2B del plesso Carlo Levi di Borgaro e vorremmo condividere la nostra visita alla casa per anziani “Casa Mia” avvenuta il 22 Dicembre 2016.
Al nostro arrivo siamo stati accolti con affetto e, cosa che non ci aspettavamo, ci è stato offerto persino un goloso spuntino.
Siamo stati condotti, quindi, nel salone, dove ci aspettavano gli ospiti.


Dopo averli salutati calorosamente, ci siamo presentati e abbiamo proposto la lettura di alcune poesie e pensieri scritti da noi.
Dividendoci in gruppi siamo passati alla seconda fase del nostro programma: le interviste.
Alle nostre domande-inchiesta hanno risposto quasi tutti con le stesse parole.
Nonostante la povertà e la guerra, non smisero di seguire le tradizioni e di festeggiare il Natale insieme alla famiglia. I doni che ricevevano erano qualche fico secco, noci e mandarini. Il cibo era introvabile in quel periodo e i giocattoli o abiti nuovi erano doni proibitivi. Ma loro erano felici di ciò che avevano ricevuto, perché sino all’anno successivo non avrebbero più potuto gustarli.

Durante la guerra era difficoltoso persino avere amici perché per paura dei soldati, delle bombe, delle deportazioni da parte dei tedeschi si restava in casa rintanati. Le scuole erano lontane ed era davvero pericoloso poterle raggiungere senza contare che, magari, l’insegnate stessa avrebbe potuto avere delle difficoltà.
Ci hanno raccontato anche delle loro vite familiari, dei loro matrimoni, del rigore e del rispetto che si viveva in famiglia e che si insegnava ai figli. I capi famiglia, quelli che noi oggi chiamiamo semplicemente nonni, si preoccupavano di tenere insieme la “famiglia” e di sostenerla nelle difficoltà evitando divisioni dannose per tutti.
Sono quasi tutti ormai rimasti senza il proprio marito o moglie e ne sentono la mancanza.
Una signora, invece, ci ha raccontato che lei non si era mai sposata, che amando viaggiare aveva trascorso la sua vita in giro per il mondo e che si sentiva appagata e serena.
Ai loro sguardi affettuosi sono seguiti alcuni consigli altrettanto affettuosi. “Come foste i nostri nipotini” ci hanno detto con tenerezza.
Ecco che cosa ci hanno suggerito:
Avere tanta forza e non arrendersi mai di fronte alle difficoltà.
Essere sempre onesti e fare il proprio dovere.
Rispettare i genitori e gli insegnanti.
Vivere in pace la propria vita senza rancori o sentimenti di vendetta.
Alcuni nostri compagni hanno ascoltato Maria Elena, l’infermiera. Lei ci ha dato informazioni su come è organizzata la struttura che è disposta su quattro piani e ospita 120 anziani. Ogni piano è allestito in base alle esigenze degli ospiti con le attrezzature necessarie ai loro bisogni. Il menù che è stabilito dal personale dell’Asl viene preparato dai cuochi nella cucina della struttura “Casa mia”.
Ci ha raccontato come con attenzione si occupano di ogni ospite e abbiamo constatato che li conosce davvero uno per uno. Maria Elena ci ha anche raccontato della solitudine di queste persone, che raramente ricevono visite, delle loro difficoltà fisiche e di come con coraggio cercano di reagire e di sostenersi gli uni gli altri.
Ci hanno salutato con queste parole: “abbiamo avuto una vita pesante e difficile, ma ora siamo qui, stiamo bene e ci restiamo volentieri.”
Proposta all’interno del progetto “Io e gli altri” dalla prof Antonacci e appoggiata subito anche dalla prof LaMancusa, questa visita aveva come obiettivo di fare qualcosa di concreto verso gli altri.
Quindi, conviti di avere qualcosa da offrire, eravamo partiti con panettoni, poesie, pensierini e una scatola del gioco della tombola in dono, sicuri di compiere una buona azione e che con la nostra presenza li avremmo rallegrati. Mentre percorrevamo la strada, la nostra gioia di sentirci utili era grande, invece… possiamo affermare con certezza che abbiamo ricevuto molto più di quanto, eventualmente, abbiamo dato.
Un grazie dal profondo dal cuore a tutti gli ospiti e a Maria Elena.
Un grazie alle nostre insegnanti che lo hanno permesso, e alla signora Pina, che si è offerta di accompagnarci.

Autore: Arianna, Beatrice, Martina, Serena e i compagni della classe 2B Scuola Carlo Levi.