Treno Resistente

La Società Cooperativa Operaia e Agricola, patrocinata dal Comune di Borgaro Torinese, in occasione delle commemorazioni per il 25 aprile, ha organizzato una serata intitolata “Treno Resistente”. Il nome dell’iniziativa allude in parte al “Treno della memoria”, progetto al quale il Comune aderisce da anni, che permette ai giovani che vi partecipano di intraprendere un percorso sulla memoria, attraverso un viaggio che li conduce sino al campo di sterminio di Auschwitz.

In questa serata si è voluto, però, creare anche un collegamento con il 25 aprile “Festa della Liberazione” d’Italia, per riportare le esperienze di chi ha vissuto la guerra e partecipato alla Resistenza. A tal proposito è intervenuto il partigiano Palmiro Gonzato raccontandoci la sua vita durante quegli anni difficili. In particolare mi ha colpito un episodio: nel territorio vicentino, suo luogo di nascita, la resistenza partigiana era molto attiva. Una sera alcuni soldati fascisti, dopo una soffiata, si recarono a casa di un giovane, sospettato di essere un partigiano, per arrestarlo e interrogarlo. Il ragazzo, conoscendo la ragione della loro “visita”, si gettò dalla finestra e scappò tra i campi. La sua corsa fu breve: gli ufficiali gli spararono alle spalle, uccidendolo. Quanto narrato fa quindi capire il clima di terrore ma anche il coraggio di coloro che, nonostante il rischio di morire, hanno combattuto contro il nazismo.
Durante la serata è intervenuta anche la restauratrice d’arte Sara Ligregni che ci ha parlato del famoso quadro di Pablo Picasso Guernica, dipinto creato per commemorare le vittime del bombardamento aereo dell’omonima città basca. avvenuto il 26 aprile 1937; un’opera simbolo degli orrori delle guerre che ha fatto il giro del mondo e che soprattutto servì a far conoscere la storia del conflitto che si stava consumando in Spagna.
Successivamente, noi ragazzi del Treno, abbiamo illustrato le varie tappe dei nostri viaggi: Terezine, città in cui venne realizzato un ghetto e un campo di prigionia; Lidice, piccolo villaggio rurale, rasa al suolo dai nazisti come rappresaglia a seguito dell’assassinio del generale Reinhard Heydrich, braccio destro di Hitler; il campo di sterminio di Belzec in cui si registrò uno dei più alti numeri di vittime; il campo di Auschwitz Birkenau, il più famoso campo di sterminio, in cui si è concluso il nostro percorso. Al termine del nostro racconto Alessandro Azzolina, Responsabile Nazionale del TDM, ci ha portato a riflettere sull’importanza della memoria per impedire che quanto accaduto possa ripetersi, alludendo anche ai recenti fatti accaduti in Siria.
Noi ragazzi abbiamo potuto poi confrontarci direttamente con il signor Gonzato anche sul recente riaffiorare delle ideologie fasciste. In particolare lui ha posto l’attenzione sul fatto che oggi nelle famiglie si parla poco degli avvenimenti delle due guerre mondiali, spesso perché considerati troppo “crudi” da raccontare ai bambini, andando così a perdere non solo la memoria di ciò che è stato, ma anche il vero senso del 25 aprile.
La serata si è conclusa con una riflessione su quanto sia determinante formare i giovani di oggi, insegnando loro la storia, mostrando loro i luoghi in cui si sono svolti questi bui avvenimenti, per promuovere una cittadinanza attiva e maggiore solidarietà tra i popoli.

Autore:
Francesca, volontaria del Servizio Civile 2016-2017.